F1 | GP Arabia Saudita 2022: guida e analisi pista Jeddah Corniche Circuit

La pista mediorientale è composta da curve veloci, cambi di direzione in sequenza e ampi tratta ad alta velocità. Analizziamone le caratteristiche

Dennis Ciracì
24/03/2022
Sport
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Successivamente alla gara inaugurale della stagione 2022 che si è disputata in Bahrain, la F1 farà tappa questo fine settimana in Arabia Saudita al Jeddah Corniche Circuit. Il gran premio d’apertura dell’annata ha visto la doppietta Ferrari con Charles Leclerc vincitore davanti a Carlos Sainz. Il gran premio dell’Arabia Saudita si è disputato per la prima volta l’anno scorso e in occasione dell’appuntamento previsto questo fine settimana sono state apportate delle modifiche al tracciato al fine di migliorare la visibilità dei piloti, e conseguentemente la sicurezza, in alcune curve come la doppia destra delle curve 23-24 e la 27 che è stata ampliata con la rimozione di una tribuna.

Il Jeddah Corniche Circuit è lungo 6175 metri ed è composto da 27 curve, delle quali sedici a destra e undici a sinistra. L’evento si disputerà in serata, conseguentemente lungo la percorrenza della pista sono stati installati 1500 riflettori che illumineranno il tracciato, per un totale di 200.000 metri di cablaggi elettrici. Il 79 per cento della percorrenza sul giro si affronterà con l’acceleratore pigiato al massimo. L’impianto frenante viene utilizzato per 10.3 secondi ad ogni tornata, equivalenti all’11% della distanza di gara prevista di 50 giri, per un chilometraggio complessivo di 308.450 chilometri. Entrambi i record sul giro, sia assoluto sia gara, appartengono a Lewis Hamilton rispettivamente 1:27.519 e 1:30.734.

Per l’appuntamento in Arabia Saudita, la Pirelli porterà le seguenti mescole della gamma: soft C4, medium C3 e hard C2. Il Jeddah Corniche Circuit è mediamente impegnativo per le forze laterali alle quali sono soggette le monoposto così come lo stress ai quali sono sottoposti gli pneumatici. Le pressioni minime al via per le coperture slicks saranno si 23.5 psi all’avantreno e di 21.0 psi al retrotreno. I limiti di camber massimo saranno rispettivamente di -3.25° all’anteriore e -2.00° al posteriore.

Dalla linea del traguardo alla prima curva ci sono 220 metri di distanza. La prima chicane del tracciato mediorientale è una sinistra-destra da percorrere in ingresso in seconda marcia a 113 km/h e in uscita a 101 km/h con la medesima marcia. In seguito vi è la curva 3 verso sinistra, da fare in quinta marcia a 224 km/h, alla quale segue un breve allungo che porta alla curva 4, una sinistra da affrontare in quarta marcia a 2170 km/h.

Successivamente vi sono tre chicane veloci in successione da percorrere tutte in sesta marcia. La chicane destra-sinistra delle curve 5 e 6 da percorrere alle rispettive velocità di 224 km/h e 259 km/h. Il cambio di direzione sinistra-destra delle curve 7 e 8 le monoposto lo affronteranno a 267 km/h in ingresso e a 265 km/h in uscita. In seguito vi è la chicane destra-sinistra delle curve 9 e 10 da percorrere rispettivamente a 236 km/h e 252 km/h.

Dopo la sezione di curve veloci e rapidi cambi di direzione in sequenza vi è verso destra la curva 11, da affrontare in pieno in settima marcia a 266 km/h, e in direzione opposta la curva 12, anch’essa si affronta con il piede dell’acceleratore pigiato al massimo in ottava marcia a 281 km/h. Successivamente vi è un breve allungo che porta alla curva 13. Si tratta di una sinistra a medio raggio di percorrenza da affrontare in quarta marcia a 156 km/h caratterizzata da un banking di 12°, simil sopraelevata della curva 3 dello Zandvoort Circuit.

L’uscita da quest’ultima porta prima alla curva 14 verso destra, da fare in pieno in sesta marcia a 281 km/h, e dopo alla curva 15 in direzione opposta, da affrontare in settima marcia a 289 km/h. Successivamente alla chicane destra- sinistra delle curve 16 e 17, che le monoposto affronteranno rispettivamente in quinta marcia a 206 km/h e 222 km/h, vi è una successione di curve veloci sinistra-destra: curva 18 (6a, 273 km/h), curva 19 (8a, 297 km/h), curva 20 (8a, 310 km/h), curva 21 (8a, 321 km/h) e curva 22 (6a, 239 km/h).

Dopo, vi è la doppia destra delle curve 23 e 24, ambedue si percorrono in sesta marcia alle rispettive velocità di 252 km/h e 273 km/h. In seguito alla doppia sinistra delle curve 25 e 26, entrambe da affrontare in pieno in ottava marcia a 307 km/h e 325 km/h, vi è la curva 27, ultima curva della pista saudita e punto di frenata più esigente del tracciato. Secondo i dati forniti dalla Brembo, le monoposto decelerano da 316 km/h a 105 km/h nello spazio di 138 metri e nell’arco di 2,8 secondi. La decelerazione è di 4.4 G, il delta velocistico è di 211 km/h.

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